Forum ICT Security 2026

Dal 2026-11-18 al 2026-11-19

Roma, Auditorium della Tecnica, Viale Umberto Tupini 65 - Roma

Forum ICT Security 2026 è l'evento B2B di riferimento per chi governa la sicurezza digitale ai livelli decisionali più alti. Il 18 e 19 novembre 2026, a Roma, CISO, vertici aziendali, istituzioni e ricerca si confrontano sulle scelte che definiscono oggi la postura cyber di imprese e Paese: AI governance, resilienza operativa, third party risk, identità, cloud, convergenza IT/OT, threat intelligence, quantificazione del rischio, fattore umano e conformità al quadro normativo europeo. Un luogo di allineamento tra strategia, tecnologia e governance.

Nel 2026 la cybersecurity non è più delegabile al perimetro tecnico: nessun board può oggi operare senza una visione diretta, informata e responsabile del rischio cyber, divenuto parte integrante della fiduciary duty degli amministratori. Iperconnessione, convergenza IT/OT, intelligenza artificiale diffusa, espansione della superficie d'attacco e una pressione regolatoria senza precedenti hanno trasformato la sicurezza in un fattore strutturale di competitività, continuità e reputazione. Le organizzazioni che oggi vincono non sono quelle che spendono di più, ma quelle che sanno tradurre il rischio cyber in linguaggio di business e integrarlo nei processi decisionali.Il Forum ICT Security 2026, in programma il 18 e 19 novembre 2026 a Roma presso l'Auditorium della Tecnica, nasce per offrire a CISO, executive e policy maker uno spazio di confronto al livello di responsabilità a cui sono chiamati. L'evento è B2B, gratuito previa registrazione online, e si rivolge a chi disegna, governa e difende le architetture digitali di imprese e istituzioni.Le edizioni precedenti hanno reso evidente un dato strutturale: la sicurezza non si governa più per silos. Cloud, intelligenza artificiale, supply chain digitali, identità, dato, ambienti industriali e infrastrutture critiche compongono un unico ecosistema, in cui ogni vulnerabilità si propaga lungo catene di dipendenza tecnologica e contrattuale sempre più estese. È in questo ecosistema che si gioca oggi la resilienza del Paese.I pilastri dell'edizione 2026L'agenda affronta i temi che definiscono la postura cyber di aziende e istituzioni: AI security e AI governance: protezione di modelli e sistemi agentici da prompt injection, evasion e data poisoning; AI Act e gestione dei sistemi ad alto rischio; impiego dell'IA per la difesa, la threat intelligence e l'automazione del SOC.Supply chain security e third party risk management: visibilità sui fornitori critici, SBOM, contrasto agli attacchi alla catena di approvvigionamento e ai compromessi degli ambienti di sviluppo, gestione del rischio di quarte parti.Resilienza operativa e business continuity: capacità di anticipare, assorbire e riprendersi da incidenti complessi, in linea con DORA e con le aspettative dei regolatori di settore.Compliance evoluta: NIS2, DORA, Cyber Resilience Act, CER, eIDAS 2.0, AI Act e GDPR, insieme alla cornice italiana (L. 90/2024, L. 132/2025, D.lgs. 138/2024 e provvedimenti ACN), trattati come leve strategiche e non come adempimenti formali.Architetture Zero Trust e security by design: verifica continua, micro-segmentazione, minimizzazione della superficie d'attacco e integrazione della sicurezza nei cicli di sviluppo.Identity security, IAM e gestione dei privilegi: protezione delle identità umane e non umane, autenticazione resistente al phishing, passkey e FIDO2, contrasto agli attacchi AiTM e alla compromissione delle identità machine-to-machine.Data protection e privacy by design: cifratura, classificazione, data loss prevention e governance del dato in ambienti multi-cloud e ibridi.Cloud security e applicazioni cloud-native: CNAPP, CSPM, sicurezza di container e pipeline DevSecOps, gestione delle configurazioni nei principali hyperscaler.Convergenza IT/OT e sicurezza industriale: protezione di ambienti SCADA, ICS e IIoT, applicazione di IEC 62443, automotive cybersecurity (UN R155/R156).Threat intelligence, detection e response: SOC moderni, MDR e XDR, automazione tramite SOAR, threat hunting e attribuzione.Crittografia post-quantistica: pianificazione della migrazione verso algoritmi resistenti al calcolo quantistico e governance del ciclo di vita degli asset crittografici.Cyber risk quantification e governance del rischio: metodologie ISO/IEC 27005, NIST RMF e FAIR, integrazione nell'Enterprise Risk Management, definizione di risk appetite e risk tolerance, KRI e KPI orientati al board, Continuous Threat Exposure Management e ruolo della cyber insurance nel trasferimento del rischio residuo.Fattore umano e human risk management: programmi formativi differenziati per ruolo, contrasto al social engineering potenziato dall'IA e ai deepfake, gestione del rischio insider, cyber skill gap e costruzione di una cultura della sicurezza misurabile.Geopolitica e sicurezza digitale: tensioni normative, conflitti, competizione economica e sovranità tecnologica come fattori strutturali della postura cyber.Ruolo del CISO e accountability dei vertici: reporting del rischio cyber al consiglio di amministrazione, responsabilità legale degli organi apicali, dialogo strutturato con CFO, COO, CRO, DPO e general counsel.Il focus non è sulle minacce in sé, ma sulle risposte: modelli organizzativi, architetture, processi e metriche capaci di rendere il rischio cyber oggettivo, comunicabile e governabile.Compliance come leva strategicaIl quadro normativo europeo non viene letto come vincolo, ma come strumento per consolidare la resilienza e dare misurabilità agli investimenti in sicurezza. NIS2, DORA, CER, eIDAS 2.0, Cyber Resilience Act e AI Act, insieme alla normativa italiana di settore, ridisegnano il perimetro della responsabilità e portano la sicurezza al tavolo del consiglio di amministrazione, dove diventa parte integrante della due diligence e della fiduciary duty degli amministratori.Un approccio concreto e settorialeIl Forum ICT Security 2026 mantiene un'impostazione fortemente orientata alla pratica. Tavole rotonde, keynote e interventi tecnici mettono a confronto industria, istituzioni, mondo accademico e ricerca, con particolare attenzione ai settori più esposti: telecomunicazioni, sanità e life sciences, manifattura, energia e utility, infrastrutture critiche, servizi finanziari, trasporti e logistica, pubblica amministrazione centrale e locale.Le domande affrontate sono quelle che oggi arrivano sul tavolo dei vertici: come allocare in modo efficiente il budget cyber, come misurare il ritorno degli investimenti in sicurezza, come integrare innovazione e protezione senza rallentare la trasformazione digitale, come tradurre il rischio cyber in metriche utili al board e ai regolatori.Il Forum ICT Security 2026 si conferma così come appuntamento di riferimento per chi è chiamato a progettare, governare e difendere i sistemi digitali del Paese. Un luogo di confronto professionale, orientato alle decisioni, in cui la cybersecurity diventa parte integrante della competitività, della resilienza e della sovranità digitale dell'Italia.

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